Erezione d’elezione 4.65/5 (5)

9
127

Adorava immaginare le erezioni che i suoi racconti avrebbero potuto suscitare ai lettori.
Quelle in stanze semibuie, nei posti di lavoro, in parchi assolati, spiagge, montagne, cessi pubblici, treni, aerei, navi. Di alcune, appartenenti ad affezionati sostenitori, aveva persino testimonianza fotografica.
Si domandava se quella di lui si manifestasse in ufficio, mentre la leggeva, o se prendesse forma anche in contesti più solitari ed appartati nei quali avrebbe potuto avere adeguate attenzioni.

Loro non si erano mai incontrati eppure si guardavano, ascoltavano, parlavano, annusavano; oppure sarebbe stato più corretto dire che pur non essendosi mai guardati, ascoltati, parlati, annusati, si erano incontrati.
Quando il loro leggere e scrivere si erano incrociati casualmente online, avevano avvertito una sensazione di familiarità, come a ritrovare dei pezzettini di sé in profondità altrui.
Ne era nata una piacevole e stimolante condivisione di scritti, pensieri, idee, vissuti che si era pian piano trasformata in un intrigante gioco.
C’è chi per sedurre si esibisce in danze o ruote di pavone; loro lo facevano a colpi di poesie e racconti nei quali l’altro s’accomodava aprendo e chiudendo porte e finestre.

Adesso che lei si stava cimentando nel genere erotico la temperatura si stava alzando e, se prima le bastava avere la sua attenzione, adesso puntava alla sua erezione.
Scrivendo lo spogliava con le parole, la lingua si adagiava in virgole sulla sua pelle, le mani s’insinuavano negli spazi andando a capo ad ogni fine riga, la sintassi che dapprima s’interrogava spiazzata, colta dall’eccitazione, non poteva far altro che trasformare il punto interrogativo in esclamativo!
In una brusca frenata tutta la frase convergeva in quell’asta e parole, mani, lingua vi si strusciavano contro in modo da mantenerne vivo il significato.

Quando un giorno lei gli scrisse che non riusciva a scrivere perché aveva le fantasie che s’azzuffavano, lui scherzando si propose nel ruolo di dominatore dicendo che lo faceva per spronarla. Lei, colpita forse da un attacco di dislessia, scompose quell’ultimo termine e si ritrovò prona sotto di lui. Sentiva il peso, il calore, l’odore del suo corpo; il suo respiro dietro alla sua nuca; le sue mani che le bloccavano le braccia e la sua erezione crescere nel solco tra i suoi glutei.

Quando lui un giorno si propose nel ruolo di dominatore lei ubbidì e gli scrisse un racconto.
Laddove loro esistevano.

Votalo!


CONDIVIDI
Articolo precedenteNELLA RETE
Articolo successivoBurton
Signorina Fantasia
E adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà signorina fantasia così preziosa come il vino così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza. De Andrè

9 COMMENTI

  1. Ecco! Non so che dire… hai reso perfettamente ed io resto estasiata dall’uso sapiente che sai fare del tuo dono!

  2. usi delle originalissime immagini poetiche, capaci di far girare la testa… e di far dimenticare le d eufoniche che non servono (su questa cosa sono maniacale, perdonami 😀 )
    delizioso come un cunnilungus 😛 🙂

    • Ma come sei noioso con ‘ste d eufoniche! Capisco se si trattasse di saggistica, ti appoggerei in pieno, ma in un testo di narrativa e soprattutto come questo, dove la musicalità delle parole incrementa i brividi…
      Stai buonino su! 😝

      • 😀 😀 😀 dovevo dirlo per correttezza, visto che le ho fatte notare a Francesca La Stonata Putzolu 🙂 però ho anche aggiunto che il racconto è pieno di immagini capaci di farle dimenticare… così come mi sono dimenticato di segnalarne la presenza anche nel tuo commento 😉 😛 😀

  3. Sono d’ accordo con Giovanna Maso, è talmente ben scritto che ste d eufoniche nemmeno si notano ( io poi le amo particolarmente😂😂😂). Complimenti Signorina Fantasia, coinvolgente dall’ inizio alla fine

  4. Grazie a tutti. Maso ha notato le D-ita euforiche rimaste impigliate qua e là…servono a solleticare 😂😂

LASCIA UN COMMENTO