Energia alternativa. 4.43/5 (7)

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Energia alternativa.

La convivenza nei condomini, si sa, non è facile e lo si riscontra nelle periodiche assemblee con preventivi, consuntivi, lavori straordinari, riscaldamento, acqua, luce… da discutere.
Il piccolo condominio di P.zza Stamazza non faceva eccezione. Era una palazzina che ospitava dieci famiglie, dieci coppie di coniugi esauriti, alcuni con prole, altri no. Le spese erano troppe e, anche se di estrazione medio-alta, gli inquilini si lamentavano ed erano per lo più morosi. Per questo avevano fatto scappare gli amministratori precedenti.
“Adesso basta! Se non siete capaci di parlare senza litigare, sarò costretto a sciogliere la riunione senza aver concluso niente”. Le parole del nuovo amministratore caddero nel vuoto.
“Ma sì, vattene. Tanto non sopravvivete più di due mesi. Nessuno è stato capace di trovare un modo per ridurre le spese”, fece il condomino che viveva al quinto piano con la moglie, separati in casa.
Sconsolato, ma con la testa che gli frullava nel tentativo di trovare una soluzione per evitare di passare alle vie legali, l’amministratore tornò nel suo appartamento al secondo piano, dove l’aspettava la sua adorata mogliettina.

“Tesoro, sembri uno straccio. Ti hanno strapazzato bene. Ci siamo trasferiti qui da poco e non voglio andar via. È una bella zona e, finché non trovo un lavoro anche io, questo posto di amministratore ci fa comodo”.
“Sì, ma se loro sono così rissosi e restii a pagare, non abbiamo molta scelta, a meno che…”
“A meno che?” chiese curiosa la moglie, cingendogli il collo con le braccia esili e candide come zucchero.
“… non invento un sistema per ridurre i consumi”, completò la frase l’amministratore.
Eccolo qui, il mio scienziato pazzo, pensò teneramente la moglie dell’amministratore, immaginando chissà che diavoleria avrebbe inventato questa volta.
Quella notte l’amministratore la passò interamente nel suo studio e, il mattino dopo, uscì con dei fogli in mano, scarabocchiati in modo incomprensibile.
“Ma caro, che diamine…”, gli chiese la moglie, quando fu di ritorno.
“Ho preso i pezzi che mi servono. Adesso costruisco un apparecchio che contribuirà a ridurre i consumi. Ho calcolato tutto e oggi lo sperimentiamo”.
La moglie, perplessa, uscì a fare la spesa senza aggiungere nulla, nonostante morisse dalla curiosità.
Al mercato incontrò tre signore che abitavano nel suo palazzo.
“Buongiorno, signora”, la salutarono le tre comari.
“Buongiorno a voi”, rispose loro gentilmente, e proseguì, sentendosi osservata in modo ostile.
La moglie dell’amministratore percepiva infelicità in quelle famiglie e si chiedeva se facessero ancora l’amore. A volte quei mariti e quelle mogli neanche si guardavano e, insomma, aveva la netta impressione di vivere in un palazzo spento, senza allegria e solidarietà.
Dopo aver fatto incetta di frutta e verdura, ritornò a casa, con il sorriso ancora stampato sul volto al pensiero di quanto invece loro fossero felici: facevano l’amore tutti i giorni come la prima volta, vent’anni prima.

“Tesoro, ti porto il caffè?” gli chiese la moglie dopo pranzo.
“Sì, amore. Grazie”, le rispose l’amministratore che l’attendeva già eccitato sul divano, lo strumento che aveva confezionato sul tavolinetto davanti al sofà.
Dopo aver buttato giù il caffè come fosse whisky, si avvicinò alla moglie e le accarezzò le cosce. Lei avvertì una punta di eccitazione e, quando lui le infilò le mani ad afferrarle e stuzzicarle i capezzoli, quasi venne. Si spogliarono con la foga di due amanti folli di desiderio e, prima della penetrazione, il marito afferrò l’oggetto, che a lei sembrò un contapassi.
“Tesoro, che fai?”
“Posiziono lo strumento tra il tuo ventre e il mio e lo fisso con la cintura a strappo”.
“Ma a cosa dovrebbe servire?”
“Se i miei calcoli sono giusti dovrebbe fare da gruppo di continuità energetico”.
“E da dove prende l’energia?”
“Ma dal nostro orgasmo, no?”
“Però l’orgasmo dura pochi secondi”.
“Eh, ma quell’energia è fortissima e più orgasmi raggiungiamo più energia sarà immagazzinata in questo aggeggio”.
“E poi che ne fai?”.
“Lo strumento è collegato via Wi-Fi con i termosifoni, che in questo modo faranno risparmiare i consumi alla caldaia centralizzata, con il contatore dell’acqua e con i punti elettrici”.
“Quindi più saranno gli orgasmi più risparmieremo?”
“Certamente, amore”.
“Ma sei un genio!” esclamò la moglie dell’amministratore, pochi secondi prima di raggiungere il suo esplosivo orgasmo vaginale.
Poi continuò: “Nessuno ci aveva mai pensato prima all’energia orgasmica come fonte alternativa”.
“Se funziona tutto come credo, domani indico una assemblea straordinaria e distribuisco un apparecchio a famiglia”, concluse lui, poco prima di venire a sua volta.
“Sempre ammesso che sappiano ancora come si fa. Mi sembrano coppie così tristi…”.
“Non ti preoccupare che se si parla di risparmiare, si sacrificheranno a venire più che possono”.
“Ah ah, è vero. E poi, vuoi mettere: contribuiremo al benessere della loro vita di coppia, oltre che ai conti”.

Da quel giorno, a qualsiasi ora il condominio era una sinfonia di gemiti goduriosi, urla liberatorie, piacere infinito. Nessuno litigò più e le riunioni di condominio diventarono amplessi di amore e risparmio.

Votalo!


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Rossella Cirigliano nasce a Pinerolo nel 1967. A sei anni si trasferisce con la famiglia a Roma dove completa gli studi linguistici, specializzandosi poi in traduzione letteraria. Nel 1993 collabora alla stesura del libro “Scrittori in Cina” edito da Manifestolibri e, successivamente, pubblica traduzioni di articoli di saggistica e racconti su riviste letterarie, StudiLovecraftiani in particolare. Gioielli da Brivido e Mistero, Fantasmi, Horror e un pizzico di Humour sono le sue prime raccolte di storie di suspense di autori classici da lei scelte e tradotte. La più recente (2017) è Sagome Nere, una raccolta di racconti di Marshall Moore, autore americano contemporaneo. Oltre all'attività di traduttrice, ama scrivere racconti brevi. L'Undicesima Porta (2016) è il suo primo romanzo giallo, la cui stesura è stata divertimento allo stato puro. Ma bisogna pur campare! E allora la mattina lavora in un museo e il pomeriggio insegna inglese. Nel tempo libero, tra una paturnia e l'altra, si concede qualche viaggio,  il cinema, il teatro e qualche concerto con o senza la sua adorata bimba di venticinque anni.

18 COMMENTI

  1. Originale e ben scritto, ma ha il sapore di una fiaba (soprattutto il finale) e non trasmette grandi emozioni (scusami, è un mio limite, ma ne sono avido!).

  2. l’idea che sta alla base del racconto è carina 🙂 dopo diverse letture, mi rimane la sensazione di un racconto scritto di getto, forse sarà per alcuni dettagli (a mio parere i dettagli sono fondamentali); per esempio, lo strumento inventato dall’amministratore, si dovrebbe collegare con la caldaia, non con il termosifone, perché è alla caldaia che serve energia per scaldare l’acqua che scorre nei termosifoni, così come dovrebbe collegarsi con una centralina elettrica, un generatore, per dare energia ai punti luce, e non vedo come possa far risparmiare acqua, anzi, con tutti quegli orgasmi il consumo di acqua dovrebbe aumentare (si impenneranno almeno il numero di bidet fatti dai condomini 🙂 ); altro dettaglio da non trascurare è che lo strumento non ha un nome: sbaglierò ma, al posto dell’amministratore, dopo aver inventato uno strumento così gli avrei dato almeno un nome, e lo avrei presentato a mia moglie con quel nome e magari prima di spogliarla per fare l’amore, non durante, poco prima di penetrarla – anche per evitare di darle la spiegazione di quel che lo strumento fa durante la copula 🙂
    se a questo aggiungo che i dialoghi, secondo me, suonano un po’ forzati, posso concludere che tutto il racconto è forzatamente piegato sull’idea (carina) che hai avuto ma liquidata, forse, troppo in fretta 🙂

    • Buondì, Maso carissimo. In effetti l’ho scritto di getto (come faccio di solito, perché l’ispirazione va colta la volo) tra la mezzanotte e l’una di un paio di giorni fa, con leggerezza e grande divertimento. Per me, tuttavia, scrivere di getto non significa superficialità, mancanza di accuratezza o fretta.
      Però tu rilassati e ogni tanto fattela ‘na risata, eh!
      Grazie comunque dei tuoi commenti sempre molto articolati e tecnicamente dettagliatissimi. 😀 (Orgasmometro va bene come nome?)
      Cerea musu!
      Ross

      • 😀 rido eccome (ma se l’intento era far fare due risate al Maso lettore che legge Energia alternativa, io personalmente non ho riso perché non l’ho trovato divertente) e so pure rilassarmi – ti assicuro che ero molto rilassato quando ho scritto il commento, e ancora più rilassato dopo averlo scritto 🙂 ma siccome questo aspetto esula dal mio commento, mi pare segno evidente che non l’hai gradito 🙂 tanto per essere precisi, non ho mai affermato che scrivere di getto, in generale, equivale a superficialità o mancanza di accuratezza, non lo penso neanche: l’ho scritto relativamente a questo tuo racconto, è nel racconto che ho trovato superficialità e poca accuratezza, solo limitatamente a questo e non alla scrittura (di getto) in generale 🙂
        ciao

        • Non gradisco la pesantezza, la pedanteria e l’aria di saccenza e presunzione con la quale ti sei sempre posto nei commenti a quello che scrivo io. Eddy, ad esempio, poco sopra, ha commentato dicendo che non ha gradito l’idea un po’ fiabesca e che non gli ha trasmesso grandi emozioni e per me va benissimo, niente da dire, perché De Gustibus non Disputandum est.
          Sezionarmi ogni singolo paragrafo, ogni sillaba, ogni passaggio, insegnandomi come va scritto, perché così fa schifo (perché questo capisco dal modo con cui argomenti i miei scritti) mi sembra un modo piuttosto arrogante e neanche in buona fede. Non so, una sensazione.
          Io ne leggo tanti di racconti e cerco sempre di pormi con umiltà, senza presumere di insegnare agli autori come si scrive (perché io stessa non mi considero una scrittrice), e pretendo che gli altri usino un modo altrettanto garbato di porsi con me. Il che, bada bene, non significa che io debba piacere a tutti, ci mancherebbe.
          Ti saluto e ti ringrazio per l’amarezza che mi hai lasciato.

          • non mi sembra affatto che il mio commento sezionava ogni singolo paragrafo, addirittura ogni sillaba (mi pare proprio esagerata come affermazione) né c’era la presunzione di insegnare come va scritto 🙂 forse non ti sei fermata bene a leggere quel che ho scritto, e hai risposto di getto, sulla base di sensazioni, forse… e non mi pare nemmeno di essermi posto in modo sgarbato 🙂 mi sono limitato a dire che il racconto era sviluppato, secondo me, con la fretta (e tu stessa l’hai confermato, e se me ne sono accorto forse qualche capacità di lettura in questo Maso Del Mattino c’è) che impedisce di curare certi dettagli, e ti ho specificato quali… altri autori hanno risposto in modo puntuale ai miei commenti, adducendo le loro motivazioni – buone o cattive che fossero… e le scelte dell’autore, l’ho sempre detto, non si discutono, se sono scelte… secondo me le scelte sono mancate al tuo racconto e questa assenza si è riflessa anche nei tuoi commenti… la sensazione che ho avuto io e che te la sei presa a male e basta… e meno male che ero io quello che si doveva rilassare e farsi una risata 😀
            per concludere, tengo solo a sottolineare che, definisci saccenza e presunzione un commentare in modo schietto e diretto che mi appartiene – non devo star qui a convincerti che in me non c’è né la saccenza, né la presunzione di insegnare come si scrive, non lo saprei nemmeno fare – e se reagisci così al mio commento di lettore posso solo concludere che la franchezza, con certi autori della Fondazione, non è ben accetta e che questi autori preferiscono ricevere un commento che suoni piacevole all’ego ma che nulla serve allo scrittore… del tipo “mi è piaciuto ma avrei voluto leggere di più”… dato che le parole sono importanti ma i fatti ancora di più, sperando di farti cosa gradita, eviterò per il futuro di commentare i tuoi scritti (se dico che eviterò di commentare è ovvio che nemmeno andrò a leggerli 🙂 ) e, dato che non si può cancellare il mio commento, cancellerò il voto (questo si può fare) così saliranno le stelline! Evviva!
            Con questo chiudo davvero (ovvero questo è l’ultimo commento che posterò anche a fronte di una tua risposta) e ti auguro buona fortuna, buona vita, buona scrittura

  3. Un racconto delizioso …..di facile letturae ben architettato..Mi ha fatto ridere,comunicandomi un senso di allegria e positivita’.Sin dalle prime righe, ho percepito un finale a lieto fine.Ma ancor di più mi ha sorpreso la trovata fantasiosa e surreale.al di sopra di ogni immaginazione.

  4. Maso, per quanto mi riguarda puoi mettermi zero stelline, anzi ti invito a farlo, non è questo il punto.
    Il punto è che non ti piacciono i miei racconti e me lo hai dimostrato più volte, quindi perché perdi tempo a leggerli, addirittura diverse volte, per demolirli dettagliatamente, a mio parere senza intenzioni costruttive?
    Finora ho sempre accettato di buon grado i pareri positivi e negativi perché aiutano sicuramente a crescere e a migliorare.
    Il tuo modo di porti non è più diretto degli altri ma da me non è gradito perché mi fa male, quindi sì non vedo che utilità possa venirne sia a me che a te che tu mi legga.
    Che devo fare, sarà incompatibilità.
    Buona vita anche a te!

  5. Fantastico! Che figata! 😒 quindi al Salone del Libro ci picchiamo tutti? Non vedo l’ora… 😡

  6. Ahah! Molto carino 🙂 può anche esserci qualche leggero difetto, ma premio l’originalità
    e soprattutto il piacere di rileggere uno scritto di Rossella.
    Mi è un po’ dispiaciuto leggere di qualche divergenza di vedute,
    può capitare, l’importante è dirlo nel modo giusto e senza troppo rancore…suvvìa.
    Il confronto è bello, le critiche ci possono stare, personalmente se un racconto non mi piace,
    evito di commentarlo, ma una critica detta nel modo giusto può essere molto, molto utile.
    Tenendo conto, però, che ogni cosa che si scrive la si fa con impegno e passione,
    con delle aspettative e con fiducia in chi la legge;
    c’è chi lo fa meglio, chi ha qualche difficoltà in più, l’importante è, comunque, provarci.
    😉

  7. Idea originale e simpatica! Il dialogo durante l’amplesso anche io l’ho trovato “strano”, ma ho pensato che fosse proprio questa l’intenzione dell’autrice: ironizzare un pò facendoci immaginare una scena di sesso non per forza erotica nel senso più comune del termine… non so se era davvero fatto intenzionalmente, ma a me questo è arrivato e l’ho trovata buffa, quindi in un certo senso divertente! 🙂 … per il resto sono d’accordo con quanto già scritto sopra da Maurizio. Per non essere fraintesa però ci tengo pure a precisare che a me il commento di Maso non è sembrato sgarbato, accurato sì, ma come è nel suo solito. Poi certo può far piacere o meno, se a te infastidisce a volte il confronto libero sta anche nell’interromperlo (il confronto!) … buon proseguimento! 🙂

    • Sì, Sofy, è proprio così. Pensando e ripensando alla parola orgasmo, la mia decisione alla fine, non venendomi niente di particolare in mente dal punto di vista erotico nel senso comune, è stata di ironizzare, dipanando una storiella surreale e, pertanto, fantastica e perché no, volutamente illogica. L’idea è stata come un lampo, messa giù con gioia e in poco tempo, ma senza fretta né tantomeno superficialità. Se poi, in un paio di punti, la storia riesce a strappare, non dico una risata fragorosa, ma un ghignetto divertito, sono contenta. Altrimenti, pazienza!
      Riguardo al confronto libero, non mi infastidisce mai, eccetto quando ritengo i modi e i contenuti delle critiche pretestuosi. Tutto qui.
      (Mi è dispiaciuto non molto, ma di più, quanto sopra e mi rendo conto che avrei, da parte mia, fatto meglio a reagire con meno impulsività).

      • Bè… non si può dire che il testo in questione abbia portato pace tra i “condomini” del contest! 😀 Battutacce a parte, sarà banale ma penso che se una persona spende il suo tempo per leggerci e commentarci già sta facendo un dono a chi scrive ancor più che a sé (altrimenti leggerebbe un autore amato a cui magari sicuramente non avrebbe nulla da eccepire), per cui personalmente non mi sarebbe andata bene la soluzione di interrompere un confronto solo per una divergenza di vedute… però ripeto, sono per la libertà nel senso più ampio possibile del termine, per cui se da ambo le parti non scorgete soluzioni più fantasiose nonostante le 10 settimane di contest con cui ci siamo allenati (!)… che altro dire?!!!! La mia è una provocazione, accettatela per favore!!! 😀

  8. Se nel mondo scoprissimo tutti che la chiave di volta energetica è l’amore in senso ampio 😜Saremo più indaffarati a produrre che a distruggere !magariiiiiii ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️Dal tablet non si accendono le stelle ma voto 5 per tutte….

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