Embrioni 5/5 (3)

5
14

“Mettetevi in fila! Svelte!” il soldato afferrò il braccio ossuto di Myra e la strattonò; col fucile in mano le intimò di poggiarsi contro il muro di mattoni rossi, accanto a Doris: “Qui, ferme.” premette la cima della canna del fucile sulla sua tempia: “Non muovetevi”
Si voltò e passò oltre.
“Tu lo sai che ci succederà?” Doris allungò la mano verso di lei, fino a stringerle le dita.
“Non ha importanza, ora.” Myra le accarezzò i capelli biondi.
Doris si coprì gli occhi azzurri con le mani e iniziò a singhiozzare, ma Ottilia le assestò una gomitata nei fianchi: “Zitta, o sarà peggio, lo sai che questa è la legge.” strofinò l’orlo della camicia sugli occhiali incrostati.
Un soldato della Milizia con l’analizzatore stretto in mano passò in rassegna le donne.
“Il braccio.”
Myra strinse il pugno e allungò il braccio. Trattenne il fiato.
L’analizzatore le pizzicò la pelle e prelevò un campione di sangue.
Luce verde.
Il soldato fece un cenno: un uomo nerboruto le si avvicino, la afferrò per i fianchi e la sbatté in un furgoncino con le sbarre ai finestrini.

La scritta a caratteri rossi “Ospedale” svettava sulla facciata bianca dell’edificio.
Un’infermiera grassoccia, fasciata in una divisa bianca troppo stretta, la accolse e la scortò fino alla stanza numero quattordici; i cardini della porta in metallo cigolarono sotto il suo peso: la spinse dentro e chiuse a chiave.
Quattro lisce pareti bianche la circondarono.
A sinistra, accasciata sul letto dalle sbarre di ferro, giaceva una giovane ragazza dai capelli corvini, gli occhi incavati e la pancia gonfia per il parto imminente. Abbozzò un sorriso: “Sono Eve.”
“Piacere, sono Myra.” allungò la mano. “E così anche tu sei stata costretta a farti impiantare l’embrione?”
Scosse la testa: “L’ho scelto volontariamente. Mio padre è Lord Feige, uno dei consiglieri del Governatore; ritiene che anche le ragazze nobili dovrebbero farsi impiantare gli embrioni dei soldati, per contribuire alla difesa della nostra città.”
“E’ la prima volta?”
Annuì.
“Vedi di non affezionarti. Non è tuo figlio, è un embrione sintetico: ne verrà fuori un clone o, se sei fortunata, potrebbe trattarsi di un membro scelto della Milizia.” sospirò “Ad ogni modo, non guardarlo negli occhi, quando nascerà.”
“Ti è già capitato?” spalancò gli occhi scuri.
“Tre anni fa. Ricordo ogni istante: alla fine me l’hanno strappato di braccio.” si scostò una ciocca di capelli castani dalla fronte.
“Dobbiamo sacrificarci: dalle sacche geniche escono dei cloni troppo fragili rispetto a quelli che facciamo nascere noi.” alzò le spalle.

Votalo!

5 COMMENTI

  1. Alessia io amo la fantascienza . E tu mi hai coinvolto .

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  2. Complimenti! Molto coinvolgente! La fantascienza è un genere particolare, che non sempre riesce a catturarmi!

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

LASCIA UN COMMENTO