E finalmente svengo -

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http://pregnantfashionista.com/?p=2447 Mi sveglio l’attimo prima che una scudisciata mi strappi via la pelle dal culo. Un urlo soffocato mi esce dalle labbra. Ho qualcosa in bocca, forse uno straccio, sento l’odore forte del cloroformio. Sono nel mio letto, ma non posso muovermi, ho i polsi e le caviglie legati. Forse sto sognando, un incubo.
Un sibilo, schiafffffffff! Un’altra scudisciata mi arriva sulle natiche. Il dolore attraversa culo testicoli viscere collo cervello in un nano secondo.
“ Ti piace così?” Mormora una voce dietro di me. La riconosco subito. Normale, è quella di mia moglie, la mia dolce metà.
Non mi piace per un cazzo, cerco di rispondere, ma lo straccio me lo impedisce. Scuoto la testa, cerco di liberarmi, ma è tutto inutile, mi ha legato per bene.
schiafffffffff!
Fa un male che non vi immaginate neanche. Piango come un vitello.
“ E questo ti piace?” chiede mia moglie, come se mi stesse offrendo una fetta di torta.
Brutta stronza, non mi piaceva alla prima, figurati alla terza, provo a urlare, ma emetto solo un debole rantolo.
Lei entra nella mia visuale, si avvicina, mi guarda e sorride. Non è un sorriso che mi fa stare tranquillo, ricorda quello di Hannibal Lecter, di Jack Nicholson in Shining. Quel sorriso è presagio di sventura.
La cosa brutta è che so perchè sono in questa situazione:
Lei ha scoperto tutto. Neanche il tempo di pensarlo e arriva la conferma.
“ E queste ti piacciono?” Mi domanda con voce melliflua, sfilandomi davanti agli occhi delle foto. Compromettenti. Di me che faccio sesso con una donna, in varie posizioni, alcune molto elaborate. In un paio di foto spuntano oggetti in lattice di varie misure. L’uso è vario e fantasioso. In alcune compare un piccolo frustino. Molto piccolo, cazzo, mica una frusta da domatrice di leoni come quella che impugna mia moglie!
Mia moglie sorride, poi sparisce dalla mia visuale.
Ecco, adesso ne arriva un’altra, penso, stringendo i denti e le natiche, preparandomi ad un altra frustata. Che non arriva. Al suo posto sulle spalle sento colarmi un liquido denso, puzzolente.
La sento spalmarmelo su tutto il corpo, tra le gambe, sulle braccia. La puzza è da vomito. E brucia. Leggermente, però brucia. Non vorrei fosse acido, cazzo!
“ non ti preoccupare, è colla” dice lei, neanche mi avesse letto nella mente. “di quella industriale, per la carta da parati”
Prende le foto, e me le attacca addosso. Una per una. Mi fodera il corpo, come fossi una mummia. Mi divincolo inutilmente, lei lavora con calma e precisione, senza fretta.
“Questa è colla di prima scelta, roba da professionisti.” cinguetta mia moglie, mente lavora con calma. Spalma la colla e attacca.
“ Vedrai che meraviglia, quando si asciuga!”, quasi batte le mani dalla contentezza, rimirando il suo lavoro tutta soddisfatta “ Per levartele da dosso ti dovranno sbucciare come un’arancio. Sarà molto doloroso, ci puoi scommettere, povero caro.”
Ride come se avesse sentito la barzelletta del secolo. Le lacrime mi scendono sulle guance come un fiume in piena. Lei scuote la testa comprensiva, mi accarezza i capelli, quindi ci appiccica sopra due foto, facendole aderire perfettamente alla scatola cranica.
“ Adesso ti lascio qui un po’.” dice “ Domani mattina chiamerò i pompieri e ti verranno a salvare. Saranno accompagnati da un mio amico giornalista, che casualmente si trovava sotto casa. Insieme ad un fotografo, guarda la combinazione!”
Si alza dal letto. Ora la colla brucia da matti, e pizzica. E puzza.
Schiafffffffff!
Un ultima scudisciata sulle natiche e quasi non la sento neanche, messo di merda come sono. Ma quando mi infila il manico della frusta su per il culo, tocco vette di dolore inesplorate. La vista mi si annebbia, faccio in tempo a sentire mia moglie salutarmi educatamente e chiudersi la porta alle spalle..
…e finalmente svengo.

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