Desiderio fottuto 4.57/5 (7)

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Si distese nudo sul foglio, allargandosi fino ad occuparlo per intero.
Si accomodò su un fianco, puntò il gomito e sorreggendosi la testa con la mano mi guardò tronfio.
– Veramente io ci dovrei scrivere un racconto su quel foglio.
– Usa il netbook come al solito.
– Certo che userò il netbook, ma tu ti sei svaccato sul mio foglio metaforico, dove nascono e s’intrecciano le storie prima di essere tracciate.
– Ma quali storie! Finalmente lo hanno capito che sono io il punto di partenza e di arrivo, il circolo vizioso che dà senso al tutto. Sono il burattinaio che tira i fili e le fila. Avrei dovuto essere la prima parola.
– Sei così invadente che se fossi stato il primo non avresti più lasciato la scena.
– Mia cara, io ci sono sempre stato, solo che me ne stavo defilato e mandavo avanti i miei soldatini. Adesso lo spazio è tutto mio!
– Non pensavo tu fossi un uomo nudo.
Lui scoppiò a ridere.
– Invece lo hai pensato eccome, del resto visto il tema, amanti, a cos’altro avresti potuto immaginare!? Io posso assumere qualsiasi forma tu voglia.
– Sei perfetto così.
– Non ne avevo dubbi.
– Perché a volte sei volubile e mutevole, mentre altre diventi quasi ossessivo e pianti radici?
– Questo dipende da quanta alimentazione ricevo dalle mie declinazioni. La curiosità, ad esempio, soffia sotto di me accendendomi; il gioco e la seduzione mi stuzzicano, ma ciò che mi dà costanza e presa è principalmente la sintonia, il trovar specchio in altrui profondità.
– A volte mi sembri solo fantasia.
– No, io sono il ponte di congiunzione tra fantasia e realtà, mi nutro di entrambe mischiandole e trasformandole l’una nell’altra. Le aspettative sono quelle maggiormente creative, mi riempiono di proiezioni. Più vengo assecondato, più trovo connessioni con la realtà che a loro volta attivano nuove fantasie.
– Sei insaziabile.
– Potenzialmente sì, tutto ciò che è in me è realizzabile, accontentarmi può essere faticoso ma sicuramente appagante.
– Da quello che mi hai detto sembra che tu e quelle che definisci le tue declinazioni siate interdipendenti, anche tu hai bisogno di loro.
– Qualcuna di loro è stata in grado di possedere tutto il foglio?
– No.
– Ecco. Certo che ho bisogno del loro muoversi, le spingo di continuo, ma io le contengo tutte e posso pervadere mente, corpo e foglio. Ognuna di loro, presa singolarmente, senza di me non saprebbe dove andare.
– E tu, cosa desideri?
– Essere desiderato, in tutte le forme possibili.
– Desideri solo di essere desiderato? Non desideri mai di desiderare?
– Desidero solo di desiderare di essere desiderato.
Risero.
– Adesso voglio farti provare a desiderare qualcosa che non sia solo l’essere desiderato.
– Ma non penso di esserne capace.
Obiettò lui mentre io mi sfilavo lentamente i vestiti.
– Che stai facendo?
– Mi spoglio e ti raggiungo sul foglio.
Poggiai le punta di un piede sulla pagina formando piccole onde concentriche in un liquido asciutto e solido. Mi adagiai di fianco a lui e allungai il braccio per cercare un contatto col suo, ma la mia mano vi passò attraverso sfocandoglielo per qualche istante come fosse fatto di nebbia.
– Non puoi toccarmi, sono intangibile.
– Desidera di poter essere toccato dalla mia mano.
– Non posso.
– Fallo.
Lui rimase in silenzio e poco dopo i contorni del suo braccio acquistarono nitidezza.
– Cavoli! Posso!
Io mi riallungai ed impattai con la sua pelle. Presi la sua mano e iniziai a leccarla risalendo fino alla spalla.
– Adesso la mia lingua ti darà esistenza perché desidererai sentire il suo scorrere.
Percorrendo il collo arrivai al viso e diedi forma alla sua bocca con un lungo bacio. Le parti del suo corpo che prendevano vita mi esploravano con ugual devozione.
Quando arti, tronco e testa furono solidificati mi sedetti a cavalcioni su di lui.
– Desidera di penetrarmi.
Lo sentii crescere, duro, dentro di me e mi sfuggì un gemito.
I nostri corpi iniziarono a muoversi pizzicando i loro piaceri.
Fantasie erotiche scorrevano come diapositive sul foglio e noi vi affondavamo le mani e i sensi rendendole sculture viventi che, una volta dissolte, si rigeneravano in nuove visioni sulla carta coinvolgendoci in un interminabile circuito.
– Desidera di godere.
Raggiungemmo insieme l’orgasmo e ci sciogliemmo nella pagina.
Ci misi un po’ di tempo per ridare consistenza e forma ai miei confini, ritrovandomi distesa, sola e soddisfatta, su quel bianco prato.
– Adesso puoi scrivere.
Disse la sua voce.
– Ora non ne ho voglia. Sento appagato ogni desiderio.

Votalo!


13 COMMENTI

  1. Hai scomodato il Desiderio in persona, l’hai piegato al tuo volere, cos’altro dire quando mi lasci senza parole? 🙂
    PS ti è partito un punto invece di una virgola qui… “La curiosità. ad esempio, soffia sotto di me accendendomi;”

    • Grazie Semprefalcone. Giustamente la riflessione può annoiare, per fortuna poi si passa all’azione 😉

    • 😃 certo, un genio della lampada che esaudisce desideri o se li fotte, a volte le due cose coincidono😂. Scusate, è tardi 😂. Grazie Gio.

  2. Ho trovato questo racconto splendido!
    Amo il surreale e tu hai imbastito una storia piacevolissima, modulando ottimamente lo stile guidato da una fantasia potente!
    Bravissima!

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