Compenetrazione 5/5 (2)

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Sentii il liquido caldo inondare l’interno coscia e scendere veloce fino alle scarpe, mentre un rossore d’imbarazzo risaliva dallo stomaco alle guance schiaffeggiandole.
Senza dire una parola ripresi il quaderno che mi tendeva la maestra e tornai al posto allontanandomi dalla pozza lasciata vicino alla cattedra.
Ho sempre avuto problemi con l’autorità ed i suoi rappresentanti, mi sono sempre sentita imbavagliata, incapace di dare voce al mio sentire e dissentire lasciando che fosse il mio corpo ad urlare, opporsi, manifestare.

Mi nascosi dietro al cespuglio spaventata e divertita, stretta alla compagna di fuga che ridacchiava nervosa. Quando i nostri cuori stavano per riacquistare battiti regolari, gli inseguitori ci balzarono davanti urlanti e, prima che noi riuscissimo a scappare nuovamente, ci tirarono su grembiule e gonna beccando rimprovero e punizione dall’insegnante.
Ci si allenava agli stereotipi di genere tanto in voga dell’uomo cacciatore e donna preda, prevaricatore e sottomessa.
La terminologia sessuale è pervasa da tali retaggi culturali. L’uomo possiede la donna che è da lui penetrata, in una contrapposizione di attività e passività.

Si mise a quattro zampe sul letto, in una posizione familiare che tante volte era stata mia; gli appoggiai le mani sulle natiche e guardai le nostre ombre stampate sul muro che riflettevano la mia artificiale, insolita silhouette.
Tempo prima, mentre parlavamo delle nostre fantasie e di sex toys, mi aveva chiesto se mi sarebbe piaciuto utilizzare una cintura fallica su di lui ed io, senza pensarci troppo, avevo detto che sarei stata contenta di soddisfare la sua voglia.
Non era un’esperienza che avevo mai immaginato o desiderato, ma questo suo desiderio mi aveva incuriosito e mi intrigava la sua visione del piacere libera e non conformistica.
L’avevamo comprata insieme in un sexy shop ed ora, indossarla, mi dava una sensazione euforica di potere; sentii la voce di Freud che, dai libri tanto studiati, mi chiedeva ironica: “Stai compensando l’invidia del pene di anni?”.
Scacciai l’invadente piscoanalista, distolsi lo sguardo dal muro e, mentre lui si masturbava, iniziai ad accarezzargli la schiena con entrambe le mani, poi la mia lingua si poggiò sulla sua nuca e scese lungo la colonna fino ad insinuarsi sin dove l’osso sacro si fa profano.
Sentivo la sua eccitazione crescere, mentre leccavo dalla base delle palle arrampicando il piacere lungo tutta la parete fino all’ingresso, per poi discendere in un ritmico ping pong.
Allungai il braccio, presi il lubrificante e me ne misi un’abbondante dose su indice e medio prima di affondarli, uno solo, poi entrambi, dentro di lui.
Quando lo percepii abbastanza rilassato ed eccitato sfilai le dita, gli appoggiai il fallo di lattice e spinsi delicatamente sempre più a fondo.
Sentii il sangue affluire alla testa e un senso di bollente stordimento mentre muovevo il mio bacino avanti e indietro.
Lui raggiunse l’orgasmo ed io pensai eccitata a quando avrebbe usato lui su di me la cintura fallica per soddisfare la mia fantasia di doppia penetrazione.
Eravamo due esseri umani senza ruoli, in libera compenetrazione.

Votalo!


6 COMMENTI

  1. L’ispirazione si è presentata solo stasera, so che il concorso settimanale è già chiuso. Il mio racconto se ne starà qui, fuori dai giochi di potere, fine a se stesso, come ogni atto di piacere 😉

  2. Il tuo racconto se ne starà qui a chiudere un ipotetico cerchio, a garantire un equilibrio raggiungibile a tratti e solo in movimento, a testimoniare la tua indubbia capacità di narrare e di farlo molto più che bene…

  3. Tre momenti di vita scorrono tra le gambe raccontando la progressiva manifestazione del proprio sentire… quella che la ragazzina alla cattedra non sa esprimere, quella che l’adolescente sbircia curiosa da dietro un cespuglio… quella che la donna finalmente rende sua, al di là di tutti i ruoli di potere… Brava! 🙂

  4. Grazie a tutti. Ho iniziato a scrivere erotico un po’ per gioco e un po’ per sfidare la sensazione che fosse difficile, cimentandosi in tale genere, non essere banali o ripetitivi. In realtà, dopo l’iniziale difficoltà…mi sto divertendo un sacco 😀

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