Chester il Pazzo -

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<< SPERO CHE MI VENGA UN COLPO SECCO! ADESSO, SUBITO!>>

IL RICOVERO

<<Lo sapevo che sarebbe andata a finire così. Fortunatamente non sento nessun dolore, non sto soffrendo. Avrei voluto fare e dire tante altre cose. Se potessi tornare indietro, farei delle scelte diverse più coraggiose, ma ormai è tardi il mio tempo sta per scadere>>.
Si sentiva tranquillo, sereno, molto probabilmente era l’effetto del potente cocktail di antidolorifici che i paramedici gli avevano iniettato in ambulanza nella corsa disperata sulla statale per salvargli la vita. Partiti e arrivati sul posto appena in tempo avvertiti da una chiamata anonima, una voce calma e fredda diceva di un tizio sulla quarantina sdraiato a terra sul bordo di un marciapiede accanto ai cassonetti dell’immondizia e apparentemente privo di vita.
Gli infermieri spingevano velocemente la barella facendo sobbalzare il paziente incosciente nelle curve ad ogni cambio di direzione nel lungo corridoio fino in sala rianimazione, dove il chirurgo si stava preparando ad operarlo d’urgenza se il cuore non avesse ripreso a battere regolarmente subito dopo la defibrillazione.
Il paziente semi incosciente non capiva cosa gli stava accadendo intorno, con le orecchie come tappate sentiva il battito cardiaco nella testa rintoccare ad un ritmo lento e non continuo, vedeva solo una forte luce bianca puntargli dritto negli occhi e lo schioccare dei guanti in lattice che il medico e gli assistenti si stavano infilando in tutta fretta.
Tra il caos di tutto quel personale in fermento attorno al paziente una voce stridula e acuta strillando aggiorna lo staff delle condizioni critiche del paziente: << Un infarto è in corso!>> la pressione sanguigna era alle stelle, le pupille dilatate ed il respiro debole, quasi assente. Le condizioni erano precarie, molto probabilmente lo stavano perdendo.
Alcune volte i desideri vengono realizzati. Quello di Chester era di morire all’istante, e sembrava proprio essere stato accontentato. Non aveva mai avuto paura della morte ma della sofferenza, della malattia, il vedersi spegnere lentamente senza poter fare niente, quello era il suo incubo peggiore. Era scampato ad una lenta agonia, in fin dei conti non c’era nessuno che lo aspettava a casa o che avrebbe sofferto per lui, era solo. Forse nessuno si sarebbe preso la briga di erigergli nemmeno una modesta ed economica lapide, nessuno lo avrebbe ricordato, perché nessuno avrebbe sentito la sua mancanza.
Un infarto lo aveva colpito mentre gettava una sgradita lettera nel cassonetto sotto casa, proprio dietro l’angolo. Un malore inaspettato che non proveniva dall’esterno, come le persone possono credere, ma da dentro. I sensi di colpa, di inferiorità le delusioni lavorative e in fine il ripudio della donna che considerava la sua metà, hanno fatto traboccare il vaso delle sofferenze, portandolo a farsi venire un colpo al cuore. Non ci è dato sapere secondo quale meccanismo, ma se si desidera ardentemente smettere di soffrire per un mondo che pensi non ti vuole, la mente in accordo con il corpo riescono a raggiungere lo scopo ed in breve tempo. Per Chester il tempo era stato quello di aprire una lettera appena consegnatagli dal postino, dove scritto con caratteri maiuscoli e grandi qualcuno gli chiedeva dei soldi, molti soldi. Scendere le scale, raggiungere il cassonetto e far sparire dalla sua vista quel maledetto e arrogante sollecito. Ma non fece nemmeno in tempo a strapparlo in mille pezzi, riuscì solo ad appoggiarsi con la mano al putrido coperchio toccarsi la profonda ferita sulla fronte e accasciarsi privo di forze a terra in preda ad una crisi epilettica seguita dopo qualche secondo da un blocco cardiaco.
Nell’indifferenza generale delle persone che gli passavo accanto, spostandolo con le loro scarpe pulite perché intralciava la strava, qualcuno ebbe pietà, capì la gravità della situazione e si prese la responsabilità di intervenire chiamando i soccorsi. Nel frattempo il gentiluomo si chinò su di lui moribondo praticandogli un tempestivo ed efficacissimo massaggio cardiaco, provando a salvargli, almeno momentaneamente, la vita.

Votalo!

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 Franco Cocco è un autore nato nella provincia di Roma nel 1980, dove ha concluso gli studi tecnici diventando un Perito Meccanico. La passione per i motori e la scrittura che ha coltivato fin da giovanissimo curando la rubrica “Donne e Motori” del giornalino scolastico, lo hanno portato a pubblicare recentemente un manuale “Vittoria dell’Automobilista” che racchiude consigli utili e sperimentati su come fare per risparmiare nell’acquisto e nel mantenimento delle automobili. Dopo il diploma ed una breve esperienza nelle forze dell’ordine, si occupa di sorveglianza e scorte. Continua a dare il suo contributo alla società lavorando per la Croce Rossa Militare  da Ufficiale, dove frequenta corsi diventando operatore sanitario. Nel tempo libero inventa brevetti che deposita regolarmente con l’idea che possano portare beneficio all’umanità. Si appassiona di pianeti, ufologia e misteri studiando accuratamente gli argomenti, così nel 2014 nasce il primo libro Emart e la fonte del tempo”  dalla convinzione che non siamo soli in questo universo. Nel 2015 radunando le centinaia di appunti, foglietti e post-it prende vita “Chester il Pazzo” un avvincente racconto d’avventura e subito dopo trovando ispirazione nelle lunghe escursioni a contatto con la natura viene alla luce  “Jet il Grigio”  un thriller fantascientifico i cui protagonisti prendono prepotentemente vita.Franco Cocco è presente sui social come Facebook e Instagram, le sue opere sono disponibili sia nelle versioni cartacee su Lulu.com, sia in quelle elettroniche (e-book) nei maggiori  store on-line Amazon, GPLAY, Itunes in lingua italiana e grazie alla straordinaria collaborazione di Annalisa Vaughan anche in lingua inglese.                                   

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