Cercando casa 4.69/5 (9)

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Mi stringo più che posso alla parete del treno, per far passare la gente. Appena hanno preso tutti posto, mi muovo tra i vagoni per cercare anche io il mio. È più affollato del solito, oggi. Sorpasso un uomo con i baffi e un vestito elegante grigio. Emana un odore speziato, misto al tabacco. Nel sedile dopo c’è una donna velata con una neonata in braccio. La piccola indossa un pantaloncino con annesso un tutù e una maglietta dell’identica tonalità di rosa. Continuo a muovermi tra i vagoni, sorpassando la gigante fisarmonica che funge da giunzione tra due di essi. Scavalco una lattina di coca cola schiacciata, una merendina a metà che sono tentata di raccogliere e addirittura una scarpina minuscola. Vedo il bigliettaio attraversare il corridoio a lunghe falcate. Non si ferma a chiedere di poter vedere i biglietti, si muove svelto verso di me. Mi appallottolo contro un sedile vuoto e chiudo gli occhi. Quando li riapro mi ha già sorpassata. Non mi ha visto. Mia madre dice che il treno è un posto sicuro, più sicuro della strada, si corregge ogni volta. Non sono poi tanto d’accordo con lei, visto che ogni giorno incappo in un indefinibile numero di persone che potrebbe potenzialmente farmi del male. O forse non sono della sua stessa opinione solo perché ormai la curiosità di vedere cosa ci sia fuori di qui, ha prevalso pure sul buon senso. È vero, passare tutta la mia vita su un treno mi ha permesso di conoscere del mondo, probabilmente più di quanto avrei appreso vagando. Ma a me non basta. Ritorno ad attraversare i corridoi. C’è un vecchio che puzza di urina e parla con un ragazzo cercando di non lasciarsi sfuggire la dentiera. Ha un cane il ragazzo, in un trasportino di plastica. Abbaia non appena gli cammino accanto e io accelero il passo. Non amo i cani e loro non amano me. Ho voglia di prendere un po’ d’aria, quindi mi avvicino a un sedile vuoto, sul quale c’è un finestrino aperto. Mi ci siedo. Il velluto marrone è rovinato. C’è un buco così grande che potrebbe entrarci tutta la mia testa. Un pezzetto di gommapiuma fa capolino da un altro angolo dello schienale. Mi arrampico sulla parete vicino al vetro ed esco fuori, cercando di reggermi bene. È rischioso uscire all’esterno mentre il vento sferza in questa maniera, ma è la cosa che amo di più. Mi sistemo meglio sul tetto, afferrando una lastra di ferro con tutta la forza che ho. Il vento mi spinge all’indietro, mi entra in bocca, nelle orecchie. Temo di perdere la presa quando il treno che corre a tutta velocità, sobbalza. Serro le dita e le unghie e sono salva. Il cielo è azzurro e infinito. Mi giro in tutte le direzioni per vederne la fine, ma la fine non c’è. Marciamo chilometri ogni giorno eppure questo cielo non finisce mai. Guardo la strada sabbiosa e i campi tutti intorno. Distese di grano fino all’orizzonte. Il polline trasportato dal vento mi fa venire da starnutire. Non è proprio il momento, quindi cerco di carpire gli altri profumi dell’aria. Sento pane caldo a ovest, mele mature a est, sale e pesce a sud. Il treno rallenta e così capisco che il mio momento si avvicina. Faccio il procedimento inverso e, attenta, torno dentro. Osservo i passeggeri, in cerca di chi potrebbe portarmi con sé. Poi li vedo. Una donna e due ragazzini. La femmina è un poco più grande, indossa un pantaloncino fino al polpaccio e ha uno zainetto blu sulle spalle. Il maschietto ha il naso schiacciato contro il vetro e un alone di condensa intorno alla bocca. Il treno si ferma e la donna dice ai bambini che è ora di scendere. Mi arrampico sul sedile e raggiungo lo zainetto. Mi ci fiondo. Fa un buon odore; lavanda, carta e mandarini. Mentre ci muoviamo verso le porte, lascio sbucare la testa e mi volto indietro. Dovrei salutare i miei, ma tanto so che prima o poi ritroverò questo treno.

Votalo!

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Mi chiamo Giuliana, ho ventitré anni e sono una studentessa di lettere. Se non avessi un continuo ronzio di idee e di storie per la testa, probabilmente mi sarei già laureata. Scrivere per per me non è soltanto una passione.  É un bisogno, proprio come lo è respirare. Al momento ho una decina di racconti pubblicati in raccolte sparse. Il mio più grande sogno è però quello di pubblicare, prima o poi, i miei libri nel cassetto.

9 COMMENTI

  1. Ottimo stile, ottima capacità descrittiva e narrativa. Mi sarebbe piaciuto un approfondimento nella trama, un messaggio più forte perchè hai una grande dote nello scrivere. Primo tuo scritto che leggo, spero di leggerne molti altri!

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  2. Tra queste righe si viaggia tanto da sentire quasi il treno scorrere sulle rotaie, profumi persone e sensazioni narrate con penna eccellente

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  3. Mi ha ricordato un pò il pianista sull’oceano, ma non ho compreso a fondo il personaggio. Chi è? Perché? Ottima dote descrittiva, si riesce a vedere e sentire gli odori. Aspetto anche io nuovi tuoi scritti!

    4.5/5

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  4. Le doti descrittive sono sicuramente eccellenti e anche la narrazione mi piace assai.
    Poi il treno, specialmente quelli a lunga percorrenza, è il mio mezzo di trasporto preferito perchè la gente lì ama farsi quattro chiacchiere con tutti per rendere piacevole il tempo da trascorrere : )

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  5. Mi sarebbe piaciuto poter dare un volto e dei lineamenti a questo personaggio di cui sappiamo così poco. L’idea è buona, lo stile anche, ottime le descrizioni.

    4.25/5

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  6. Concordo sul fatto che avresti potuto descrivere più a fondo anche il protagonista. Per il resto si legge molto bene.

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  7. Fluido e piacevole, con un finale a libera scelta?
    Molto bello lo stile!

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  8. Ottima scrittura, descrizioni buone, incontri sempre diversi su questa fisarmonica che si dipana e incanta. Chissà, forse, la scelta di non definire i lineamenti del protagonista è dettata da una sospensione di vita e di vite su un mezzo che mi ha sempre affascinato. Tutte le stelle per me!

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  9. Concordo pienamente con Angela!
    Mi è piaciuto moltissimo.
    Il treno non è il mio mezzo di trasporto preferito, ma riconosco in pieno il suo viaggio, il suo andare dentro al via vai di pensieri, di corpi, di odori. Un’andata e un ritorno continuo.
    Se il treno avesse un’anima sua, beh tu sei riuscita a catturarla mentre cerca casa.
    Un’anima ha bisogno di un luogo, e magari questa sta cercando il suo.
    Brava
    #tuttelestelline

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