Candido ricordo 3.75/5 (5)

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Fiochi raggi di luce passavano attraverso le fenditure delle veneziane, mentre Afrodite, distesa sull’ enorme letto, dormiva. Le candide lenzuola tratteggiavano le sue forme, rendendo il suo corpo simile a quello della dea di cui portava il nome, invece, la folta chioma dorata ne metteva in risalto i morbidi lineamenti del viso. L’ aria, densa di sacralità, racchiudeva la passione e l’ eros della notte trascorsa; il profumo della pelle di Afrodite aleggiava in tutta la stanza, portando con sé i ricordi dell’ amato. Aprì gli occhi, di un blu intenso come fossero gocce del mare; un mare in tempesta , per l’amara scoperta che avrebbe fatto a breve; vide accanto a lei, nel luogo ove la notte prima stava il bel giovane, l’ amato, una lettera. Rapidamente, con uno scatto, uguale alla bramosia di un avaro che vede una moneta sul terreno, ghermì la busta; con molta foga ne strappò la parte superiore ed estrasse il contenuto.
“Cara Afrodite
Questa notte passata assieme è stata favolosa. Come avrai notato sono dovuto andarmene presto; non preoccuparti, sarò per sempre tuo; come questa lettera, questa è tua, portala sempre con te. L’odore della tua pelle mi inebria ancora, credimi tesoro, nessuna fragranza mi risulta tanto soave; desidero assaporare le tue labbra, petali di rosa cremesi, delicati e sottili; il loro tocco, risveglia l’ardore dell’ amore che provo verso di te. Rimembro i lunghi abbracci, baci intensi, le tue carezze, ricordo ogni cosa di te. Mi smarrisco ancora nel mare impetuoso dei tuoi occhi, i fari che conducono questa barca al porto più sicuro, quale sei tu per me. Mentre dormivi ti osservavo, il tuo capo appoggiato al cuscino, reclinato verso di me, e la mano distesa che mi cercava; non volevo svegliarti, eri incantevole, a tal punto da farmi tentennare sul partire o no. Te ed io siamo come due poli magnetici, non possiamo esistere l’uno senza l’altro, ci attiriamo ovunque siamo, siamo due facce della stessa medaglia. Scusa mia dea, è ora che io vada. Ti amo.
Il tuo
Hermes”
Un forte bagliore, molte voci; tanti uomini e donne si trovavano attorno ad Afrodite, con delle cuffiette in testa e grossi camici; un uomo di questi, le disse « Stia tranquilla, al suo risveglio starà meglio.» Non ebbe nemeno il tempo di chiedere cosa stesse succedendo, dove si trovasse.
A svegliarla questa volta non fu la luce, ma la voce calda di un uomo: «Buongiorno signora, volevo informarla che l’operazione è riuscita. Non so come dirglielo, ma, suo marito è morto nell’ incidente. Le faccio le più sentite cond…»
Afrodite non riusciva a sentire più nulla, se non le calde lacrime che le rigavano il volto.

Votalo!

7 COMMENTI

  1. Ma no!!! Ma perché??? Perché questo finale? Era così bello… stile impeccabile, passione, metafore ben scritte, una trama magari non originalissima, macchissene e mi distruggi con ‘sto finale? 😛

    3.75/5

    5/5

    5/5

    4/5

    1/5

    • il finale è stato una specie di esperimento, forse non è riuscito come speravo. Grazie mille degli elogi su stile e sulle metafore 🙂

  2. Il racconto è carino, ma anche a me non è piaciuto il finale. Attenzione a qualche errore di scrittura

    3/5

    5/5

    2/5

    4/5

    1/5

    • Con il finale ho cercato di “riportare” alla realtà la protagonista creando così nel lettore un specie di straniamento, tra la visione onirica è quella reale della situazione, potresti indicarmi per favore gli errori di scrittura in modo tale da non ripeterli più..grazie dei consigli

      5/5

      5/5

      5/5

      5/5

      5/5

  3. Ciao
    racconto secondo me buono, che prende spunto dalla lettera ma che poi vi costruisce intorno una storia interessante, e a mio parere buono anche il finale.
    Personalmente, ma naturalmente è solo una mia opinione, ci sono alcune particolarità nella narrazione che se non hai scritto volutamente forse devi rivedere: per esempio, quando dici ‘gli occhi, di un blu intenso come fossero gocce del mare; un mare in tempesta, per l’amara scoperta che avrebbe fatto a breve’ dici già che poco dopo succederà qualcosa di spiacevole, anticipi una scoperta e un’emozione che la protagonista in quel momento non può provare, perché ancora non sa nulla. I suoi occhi quindi non possono ancora essere ‘in tempesta’.
    Perché ho detto ‘se non l’hai fatto volutamente’. Perché la cosa ci sta, se il punto di vista è quello del narratore onnisciente che sa già tutto, che conosce tutte le emozioni e le motivazioni dei personaggi e lo racconta ai lettori dopo che il fatto è successo. Invece se l’idea è di narrare dal punto di vista di Afrodite, allora quell’anticipazione dell’emozione non andrebbe bene, secondo me.
    P.S.: la foto ci ha fatto pensare una cosa un po’ simile, o meglio lo spunto è lo stesso, anche se poi il mio racconto va da un’altra parte. Credo lo posterò domenica.

    • Si, è stata scritta volutamente la frase, forse non sono riuscito a rendere a pieno il narratore onnisciente comunque ti ringrazio infinitamente per il consiglio

  4. Mi è piaciuto il finale a sorpresa! Complimenti per la fluidità del racconto, sei molto bravo anche nelle descrizioni!

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

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