“Buoni e cattivi” 4.57/5 (7)

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Corridoio sinistro, quarto banco.
Seduta al centro, o quasi: terza di sette persone, quando si stava larghi; quarta di otto, quando si stava bene; quinta di nove, quando si stava stretti. Mi sedevo sempre per prima, ma man mano che la gente arrivava io scalavo di posto: cercavo l’irreale e ipotetico equilibrio tra me e quel quadro. Sentivo l’esigenza di averlo vicino, per poterlo guardare. Vicino ma non troppo, affinché non fosse lui a guardare me. A volte mi sporgevo: infilavo i miei piccoli e inquieti occhi marroni nelle fessure di visuale lasciate dalle teste altrui. Altre ancora mi nascondevo: scivolavo piano dalla panca, mi dirigevo verso il basso, e quando non bastava mi facevo proteggere dalle pettinature voluminose delle donne per bene.

La domenica era l’unico giorno in cui mio padre non lavorava. La domenica era il giorno in cui mio padre beveva di più. La domenica mia madre cadeva sempre dalle scale, o perdeva l’equilibrio nella doccia, o sbatteva contro spigoli invisibili. Io uscivo di casa presto, anche da bambina. Scappavo, e arrivavo sempre nello stesso posto.

In casa nemmeno un crocifisso, un’immaginetta sacra, una traccia di Dio. Per me era una dannazione. Forse per questo lo cercavo altrove: lo cercavo in casa sua. Non me ne parlava mai nessuno, ma io sapevo che esisteva. In chiesa i miei non mi ci avevano mai portata, eppure abitavamo lì vicino. Ogni volta che ci passavo accanto sentivo un richiamo forte, struggente.

In particolare la domenica, quel luogo sacro era il mio rifugio, ma quel quadro era un po’ il mio tormento. La cornice grezza color noce accoglieva un brano che più tardi scoprii essere tratto dal Vangelo di Marco. Non me lo toglievo dalla testa, e mi turbava.

«Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi.”»

Amavo Dio con tutto il cuore, ma era un amore esclusivo, totalizzante. Non c’era posto per altri: non per mio padre, che odiavo con tutto il cuore che mi rimaneva, non per mia madre, che non amava nemmeno sé stessa. Il resto del mondo non lo conoscevo, non mi interessava. Leggevo solo la Bibbia, comprata a sette anni in una bancarella di paese con quattro lire rubate.

Ma dovevo risolvere quella mia contraddizione: dovevo imparare ad amare il prossimo. Capii poi che per farlo mi sarei dovuta allontanare da tutti e avvicinarmi al solo che potessi amare davvero e fino in fondo. Così, non vedendo mai più i miei genitori, avrei anche potuto onorare il quarto comandamento senza onorare loro.

A diciannove anni diventai una monaca di clausura, piena solo del piacere che mi dava la fede in Dio, quella mistica e inspiegabile passione che a lui mi attraeva come una calamita. Mi sentivo appagata e felice in una vita di sacrificio, mi scoprivo donna e amante nella penitenza carnale che avevo scelto di infliggermi. Godevo in questo rapporto esclusivo che vivificavo ogni giorno con nuove domande cristiane, con la libertà totale di chi si affida a un’invisibile ma regale provvidenza.

Ora sono a letto. Prima ho adagiato con cura sulla sedia il mio abito. Ho già recitato il Padre Nostro. Questo è il momento in cui la quiete notturna sopraggiunge, insieme alla serenità e alla pace. Eppure per la prima volta dopo decenni mi sento inquieta, insoddisfatta, in preda a sensazioni che non riesco a governare.

In mezzo alle cosce calde sento nascere una bugia, la più grande. È una menzogna che ammicca al tradimento, di me stessa e di Dio. O forse no, forse tradisco solo lui. Vorrei fermare le mani ma non riesco: le dita già percorrono sentieri sconosciuti e umidi. Entrano spaventate nella bocca della verità, poi spingono, poi escono, poi spingono di nuovo. La bugia si rompe in gola insieme a un urlo di piacere nuovo. Sulle dita un liquido vivo che sembra benedetto, nella testa una frase sola, il versetto 22 del Proverbio numero 12: «Il Signore ha in abominio una lingua bugiarda, ma si compiace di chi fa la verità».

Votalo!


33 COMMENTI

  1. Non sarebbe più corretto commentare uno scritto, dopo averlo votato? Di modo da capire il perché di un determinato punteggio; cosa non va bene; cosa si può migliorare per le prossime volte. In questa maniera cosa resta? Una gara fine a sé stessa?!

  2. Francesca condivido il tuo commento. Prioritario dovrebbe essere il commento, non il voto, in modo da utilizzare questo luogo virtuale come un laboratorio di scrittura creativa dove ci si confronta.
    Vedila così: forse, il tuo ottimo racconto ha indispettito qualche fervente cattolico, e al tuo posto di questo ne andrei fiera 😉 😀

    Comunque, secondo me il racconto, oltre a essere ben scritto, e originale, alla base ha la ricerca, la documentazione che personalmente apprezzo molto: denota un lavoro, da parte dell’autore, che non si basa solo sulla capacità di scrittura e sulla fantasia, ma anche sulla ricerca e la consequenziale selezione, e che non prescinde dalla conseguente bravura a incastonare queste corrispondenze con la realtà (in questo caso la realtà di una religiosa, fatta di versi sacri): a mio avviso, sono le pietre preziose di un racconto, il quid che fa la differenza. Bravissima.

  3. Caro Maso, esattamente. Il commento, i giudizi e le motivazioni sono gli ingredienti di un confronto. Questo luogo è costruttivo proprio perché ognuno di noi si espone con verità e chiarezza, si spoglia dalla sicurezza e dalla bravura: ognuno è bravo o non lo è fino a prova contraria, solo il riscontro altrui può definire davvero la nostra penna. Ecco perché trovo imprescindibile e necessaria la correttezza di questo incontro. E ben venga anche lo scontro, che così si cresce. Prima delle “gare” con gli altri, bisogna vincere contro sé stessi.

    Detto questo, sono davvero colpita dal tuo commento. Mi sento lusingata 😍 Dette da te queste parole valgono il doppio. Graxir di cuore e alla prossima lettura.

    • sottoscrivo in pieno 🙂 e ben venga anche lo scontro, se costruttivo e civile 😀 più scontri e meno sconti 😀 😀 😀
      ciao e alla prossima

  4. Ottimo racconto Francesca. Scritto benissimo come sempre e con una trama originale, ben studiata ed egregiamente narrata.
    Forse mi sono ripetuta… Perdona il commento “basico”, ma non possiedo minimamente le capacità di Maso, condivido però l’idea che il commento valga assai più del voto!
    Tutte le stelline!

    • Giovanna cara, grazie mille! Sono felice del tuo continuo apprezzamento <3 Ma di cosa ti scusi? Anche io sono molto "basica" nei commenti 🙂 Grazie davvero <3

    • di’ la verità, Giovanna, mi stai dando del rompicogl… 😉 😀 😀 😀 battuta a parte, penso che il bello di questo “luogo” è che ognuno mette in campo le proprie capacità 🙂 sinceramente, la tua sintesi “basica” è una capacità invidiabile, potessi averla io invece di farmi prendere da lunghi commenti fiume che magari mettono impressione a vederli 🙂 😀 ciaoooo
      PS Francesca perdonami l’uso del tuo spazio per questo scambio con Giovanna 🙂

  5. Allora continuo lo scambio 😝
    Il commento “basico” va bene, ma il tipo di esplorazione/analisi che sa fare Maso dà una visione più completa e aiuta lo scrittore a migliorarsi o a radicare maggiormente le proprie convinzioni (imparando pure a difenderle, vedi il mio amore per le d eufoniche 🙂).
    Mi piace questo luogo che va oltre il concorso divenendo, come dice anche Maso, un laboratorio!

    PS: Maso non ti ci abituare, è un caso che ti abbia dato ragione a 360° 😂😂😂

  6. Ho dovuto rileggerlo per capire l’inizio, ma forse, alla prima lettura non avevo posto sufficiente attenzione alla terminologia ecclesiastica.
    Mi sono piaciute sia l’idea che la nsrrazione.
    Quanto al discorso voti e commenti concordo con voi quando dite che questo è soprattutto un luogo di incontro e confronto.
    Anzi mi sa che le prime volte ho solo commentato senza poi votare😱

  7. Bella scrittura, mi ripeto, ma è così.
    E’ uno stile chiaro, senza fronzoli,
    che descrive bene situazioni e sensazioni,
    con garbo e scorrevolezza.
    Mi piacerebbe vederti alle prese con un giallo.
    Sarei favorevole ai soli commenti, anziché al voto che tempo fa evitavo di dare.
    Però comprendo le dinamiche(un po’ rischiose) di un contest così.
    Insomma, brava! 🙂
    P.s. su “sé stessa” toglierei l’accento.

    • Grazie mille, Maurizio! Per quando riguarda il giallo, non è un genere che mi appartiiene molto, ma chissà. Per il “sé stesso”, la disvussione potrebbe essere infinita e non si arriverebbe comunque a una soluzione univoca. Personalmente sono ostinatamente pro accento, come mi ha insegnato il grande Luca Serianni, e quella parte della Crusca che a lui si rifà. Grazie di cuore

  8. L’idea è davvero originale e il racconto arriva, fluido e profondo nel tuo stile impeccabile! 🙂 Anche io penso che i commenti valgono ancor più dei voti…anzi, a dirla tutta credo che dare una valutazione davvero oggettiva e non legata in minima parte anche al momento, alla situazione, al tempo dedicato alla lettura e a molti impercettibili fattori sia pressoché impossibile. Invece sono molto felice di ricevere feedback su quanto scrivo e personalmente ritengo di aver fatto miei alcuni suggerimenti. Tuttavia a volte, come in questo caso, tutto ciò che voglio dire davvero è: brava!!!!! 😀

  9. Cara Sofy, grazie mille!Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto!
    Il discorso del commento è nato perché il primo voto è stato anonimo, nel senso che chi ha votato non ha commentato. Dato che era un voto bassino, avrei apprezzato che il tutto fosse motivato da un commento. Non perché il mio racconto doveva piacere per forza, ma proprio per capire cosa non andava bene e per poter, di conseguenza, imparare altro. Le critiche costruttive aiutano a migliorare!

    Un abbraccio e alla prossima

    • Infatti ho notato che la media non si è alzata molto nonostante io ti abbia dato il massimo ora e da ciò che leggo nei commenti, il racconto è stato apprezzato molto ed è un vero peccato. Anche io trovo molto triste votare senza esprimere un parere, soprattutto se il voto non è alto. Personalnente quando un racconto non mi piace non lo voto per non ferire chi lo ha scritto, magari con passione. Oppure se mi piace ma qualcosa non mi convince lo scrivo. È capitato anche a me in questo contest di ricevere voti bruttini senza commento. Meglio una critica costruttiva che un voto volto solo ad abbassare la media. Io ti consiglio di fregartene, per fortuna la maggioranza delle persone che scrivono qui hanno voglia di confrontarsi e sono spunto di miglioramento. Un peccato solo essere giudicati da chi vuole vincere e per questo abbassa la media a racconti oggettivamente ben scritti.

      • Viaggiamo sulla stessa lunghezza d’onda, Ale. Condivido ogni tua parola. ❤️

        Per quanto riguarda il voto, figurati: non ci rimango male. Ovvio che vincere è gratificante, ma a me, insicura come sono, basta scrivere. Te lo dicevo la volta scorsa: non credo mai che i miei scritti possano piacere fino in fondo; invece qui, in un modo o nell’altro, tutti voi apprezzate, spronate, costruite storie ma anche nuovi approcci, nuove penne. Semplicemente grazie al dialogo. Tutto questo ben compensa i 3 non motivati. Un bacione

    • Avevo immaginato leggendo i commenti precedenti… sottolineavo come a volte è altrettanto difficile esprimere anche riflessioni positive che non siano ripetitive come un”brava” “davvero bello” ecc! 😀

  10. Che bel racconto! Originale, ben scritto e con un finale strepitoso!
    Con piacere mi unisco al comitato pro-commento (che sia basico o Masiano) 😉 a favore della condivisione e crescita comune. Il voto non resta che uno sterile numero che nulla ha a che fare col valore intrinseco di ciò che giudica.

    • Grazie, cara! Mi fa piacere che il racconto ti sia piaciuto 🤗 A me piacciono molto o tuoi 😍
      Mi hai strappato un sorrisone quando hai parlato di commenti basici e masiani 😂😂😂 fantasiosa anche nei commenti! Alla prissima 😘

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