Baciami, cretino! capitolo 4° 4/5 (1)

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GINO,UN UOMO SOPRAFFINO

Il giorno dopo Gino si reca nella villa Sbarlucchi e da serio professionista qual è, capisce subito che la fanciulla è malata e che si sta lentamente spegnendo. Infatti, ha preso fuoco cercando di cuocere un mazzo d’asparagi. Con sprezzo del pericolo il dottore doma le fiamme usando il suo inseparabile portafortuna, un estintore da 30 litri. La contessina sotto shock, abbraccia il coraggioso medico ma scotta ancora e gli ustiona il naso costringendolo a mollarle un gancio sinistro in pieno volto, mandandola al tappeto.
Rialzatasi Andreina lo osserva turbata massaggiandosi il mento:
“Mio Dio dottore, com’è vigoroso! Mi dica, Lei come si colloca politicamente, è amico dei nostri oppressori oppure è un convinto rivoluzionario che vuole un’Italia libera, anche al costo dell’estremo sacrificio?”
“Sono un obbiettore di coscienza. Aborro l’uso delle armi anche se, a dir la verità, contro gli Austriaci non esiterei ad usare oggetti contundenti”
Lei è un vero uomo” sospira la contessina, per poi aggiungere, maliziosa: “Saprebbe prendere un toro per le corna?”
“L’ho fatto più di una volta e addirittura un’estate a Vigevano ho afferrato un’oca per il becco e l’ho sbattuta ripetutamente sulla schiena di un contadino” Ammette Gino, vantandosi.
“Lei è un folle, ma è così che mi piacciono gli uomini: dolci e selvaggi. Sento già di volerle bene. Ma perché non favella? Mi dica, cosa la tormenta, forse il fatto di un’imminente guerra dalle conseguenze drammatiche la turba?”
”Contessa, io cerco il senso del mio esistere, luoghi della mia anima in cui poter inserire tutte le emozioni che da sempre mi disorientano” declama Gino, spacciando per sua una frase che in realtà ha letto in una rivista di giardinaggio.
“Lei è molto profondo, si capisce che ha studiato, e non ha pagato sotto banco i docenti per conseguire una laurea. Ma la prego, non stia così lontano, venga vicino a me, su questo bel sofà!”
La birichina sa quello che vuole. Il Dottore cerca di resistere alle avances.
“Ma..io.. veramente preferisco stare in piedi, sa, problemi di emorroidi..”
“Dottore, si segga! Questo è un sofà che ha visto certe battaglie peggio che le crociate! Ci sono stati uomini che per alzarsi da qui hanno dovuto prendere una bombola di ossigeno e uno, non per vantarmi, si è alzato, ha fatto due passi ed è morto lì, proprio dove è lei.”
“Adreina, io trasecolo! In questo momento così drammatico lei..”
“Su, finga che io sia l’Austria, m’invada!”
“Contessina, basta con queste sciocchezze, si faccia visitare. Dica 33”
Dopo un accurato controllo il dottore scopre che il malessere della fanciulla è dovuto all’etichetta del pigiama che le provoca un forte pizzicorio alla base del collo. Non c’è tempo da perdere, la ragazza va operata d’urgenza a cuore aperto. Trasportata d’urgenza all’ospedale Fatebenefratelli di Milano viene sottoposta a 17 ore di intervento lungo e complesso.
Il Conte Sbarlucchi in sala d’attesa passeggia nervosamente, fumando, bevendo grappa e facendo uso di sostanze stupefacenti. Trema all’idea di perdere l’adorata figlia, in più ha dovuto parcheggiare la carrozza a sette chilometri di distanza e ogni ora deve uscire a cambiare il disco orario. In effetti il problema dei parcheggi in centro è la causa principale del malcontento dei cittadini verso l’impero austriaco.
Finalmente dalla sala operatoria esce il dottor Gino. Egli rassicura il Conte sulla salute della figlia:
“Caro amico, Andreina non solo è completamente guarita ma se lo desidera adesso potrà anche toccarsi la punta del naso col gomito”
“ Dio ti ringrazio! Potrà anche ballare la polka?”
“ Certo, e anche la mazurka variata. Purtroppo non potrà avere rapporti sessuali con uomini al disotto del metro e settantacinque . Il cuore non reggerebbe ma per il resto la contessina potrà condurre una vita normale, tra un paio di anni potrebbe anche partecipare al festival di Sanremo, avendo la canzone adatta naturalmente….”
“Tra quanto potrà lasciare l’ospedale? Sa, c’è da fare la spesa e io non so scegliere le melanzane come la mia dolce figliola..”
“ Andreina è una ragazza forte, salvo complicazioni tra due ore e trentasette minuti potrà uscire da qui e accompagnarla ad acquistare qualsiasi cosa.”
La gioia del conte è incontenibile, per ringraziare il giovane gli offre un bicchiere di rhum invecchiato 12 anni, poi come segno tangibile di riconoscenza decide di donargli 2500 lire, ma quando il commercialista gli fa notare che non sono detraibili dalle tasse, opta per un set completo di cacciaviti a brugola.
Gino, commosso dal gesto, invita padre e figlia alla finale di briscola organizzata dall’ordine dei medici, dove è dato favorito 13 a uno. I due uomini si abbracciano, poi il dottore saluta e si avvia di nuovo in sala operatoria, dove l’attende un’altra difficile operazione, deve liberare un anziano maresciallo da un ombrello accidentalmente finitogli nel deretano e deve fare presto perché fuori sta per piovere.
“Che uomo, che tempra” pensa il Conte. Poi un presagio gli attraversa la mente, sente che stanno per giungere importanti notizie.
Entra in sala d’attesa il maggiordomo, il fido Osvaldo che gli annuncia:
“Conte, è ufficiale, l’Austria ha dichiarato guerra al Piemonte e la Francia all’Austria ! E’ l’ora della rivolta signore! Alle armi! Alle armi!”
Il conte si versa un altro bicchiere di grappa e lo tira giù tutto di un fiato. Quindi esclama:
“Andùma!”

Votalo!

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rosco115 è uno splendido uomo di 95 anni, portati benissimo. Ama scrivere racconti, bere, mangiare, ballare il tip tap , fumare sostanze stupefacenti, tirare sberle a sconosciuti e, occasionalmente, emettere rumori molesti durante cerimonie religiose.

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