Autunno 4.39/5 (7)

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Pomeriggio tiepido e sereno, il sole è ancora caldo, la luce si fa via via più dolce e malinconica.

Buy Diazepam Belfast “E’ iniziato l’autunno” dici, ma sento ancora il tepore sulla pelle, e tu mi scaldi il cuore.

Buy Valium Phuket Una tristezza composta e antica mi pervade, suggestioni e ricordi vaghi si mescolano e mi confondono. Poi alzo lo sguardo, e tu sei qui con me.

Non ricordo il tuo nome, ma che importa? Sei qui con me, alimenti uno struggimento che non so spiegarmi. Sei il vagheggiamento che dà forma al mio presente, trascende ogni mia miseria.

Non ho rimpianti, non provo nostalgia, come potrei?

http://aroundtheworldinktdays.com/my-korean-wishlist/?replytocom=11832 Il giardino intorno a noi è colmo di rose ancora in fiore, che sia questo il paradiso? Socchiudo gli occhi, inspiro forte: il tuo profumo e la mia sete di vita che non crolla.

Buying Diazepam Vietnam “Professore, tutto bene?” mi domandi preoccupata. Accenno un sorriso, credo, e tu sembri capire. Nient’altro.

Generic Ambien Not Effective Vorrei prenderti per mano, raccontarti del nostro primo incontro, se c’è stato, divertirti, forse, con qualche buffo aneddoto che ho dimenticato. Ma se ti guardo tutto sembra confondersi in una nebbia fitta, dove ogni metafora smarrisce la sua forza, e non so esprimere il desiderio che ho di te.

“D’accordo”, mi ripeto, “d’accordo, adesso ci riprovo, non ti lascio scappare senza aver aperto le chiuse del mio cuore”. Poi, sconfitto, sospiro piano e la vista mi si annebbia.

In questo silenzio che non so spezzare si cela un’inquietudine che ho già provato, rinchiudo le velleità di un uomo che inspiegabilmente non si arrende, custodisco l’anelito d’amore che sostiene ogni mio respiro.

Alzo ancora gli occhi e tu sorridi, ma adesso non comprendi.

“Sono già le sei” dici, e quell’arpia in candida divisa mi rapisce, parla di me come di un vecchio orologio guasto (ma la tua tenerezza non si eclissa). Ride sguaiatamente, m’infila in bocca una sostanza amara e, con le sue mani senza grazia, mi spinge via da te.

Se solo intuisse che la vita non è semplicemente il corpo che ci strazia!

Votalo!


16 COMMENTI

  1. dunque bella riflessione ma senza storia
    c’è un professore, c’è qualcosa con un professore? non è chiaro
    è solo citato così una volta? mah

    • Ho scelto di scrivere un racconto breve, meno di 2000 caratteri, spazi inclusi, “obbligando” il lettore a rileggerlo una seconda volta, dopo aver letto il finale che svela chi è il protagonista, e il contesto che fa da sfondo alla storia (in questo caso una struttura per anziani). Anche da punto di vista della contabilità delle parole, è un obbligo che si limita a 4000 caratteri.
      Davvero non ho messo in conto che non si capisse che il ‘professore’ è l’anziano non-autosufficiente (l’infermiera – arpia in divisa bianca – lo spinge via perchè è in carrozzina), smemorato (la donna che teneramente trascorre il pomeriggio con lui, destando il suo amore e il suo desiderio, potrebbe essere sua figlia, sua moglie, un’amica, una badante… che importa? Tanto lui non se lo ricorda, e vive solo il presente) e incapace di esprimere ciò che sente.
      Ho azzardato un racconto in prima persona da parte di un uomo che (come spesso accade con i disabili gravi) noi sovente vediamo soltanto come un vegetale da nutrire, da pulire, da curare… dimenticando di domandarci se esista ancora un suo mondo interiore o, più semplicemente, dimenticando che ha ancora una dignità (l’infermiera ride di lui e lo considera un oggetto che ha smesso di funzionare).
      Esperimento troppo azzardato, lo ammetto, ma tu non hai fatto grandi sforzi per capire qualcosa in più (forse perchè troppo presa dal DESIDERIO di sentenziare?). In ogni caso, e concludo, ti ricordo che alle critiche si risponde argomentando…

  2. A me è arrivato ben chiaro il messaggio che volevi trasmettere! Secondo me il racconto in prima persona rende molto bene il vissuto dell’uomo che confuso si aggrappa a quel desiderio tanto vivido che fa affiorare il ricordo di un sentimento; la memoria del corpo. Esperimento che dà voce a chi non l’ha 😉

    • Grazie Signorina Fantasia, hai colto nel segno: dare voce a chi non ce l’ha, o non ce l’ha più. O, almeno, ci ho provato… 🙂

  3. mi associo a Magia9194 🙂
    aggiungo che per merito di questa frase “Vorrei prenderti per mano, raccontarti del nostro primo incontro, se c’è stato, divertirti, forse, con qualche buffo aneddoto che ho dimenticato. Ma se ti guardo tutto sembra confondersi in una nebbia fitta, dove ogni metafora smarrisce la sua forza, e non so esprimere il desiderio che ho di te.” … ho avuto un orgasmo 🙂 grazie, era tanto che non succedeva 😀

    • Bella storia Maso! Non mi resta che aspettare che tu mi renda il favore con la pubblicazione del nuovo racconto (periodo di vacche magre anche per me, lo confesso). Per ora, grazie per avermi regalato qualche minuto di sana ilarità!

  4. Ho dovuto rileggerlo più volte per comprenderlo come lo hai poi spiegato nel commento.
    Storia ben scritta che ci invita a riflettere sull’enorme differenza che c’è tra apparire ed essere.
    Nonostante il tema difficile che hai scelto di affrontare sei riuscito a far emergere il desiderio di quest’uomo malato costretto all’immobilità e al silenzio nei confronti di colei che lo va a trovare e verso la vita.
    L’unica cosa che non mi è piaciuta molto è la descrizione dell’infermiera in candida divisa, ma è un gusto personale.

    • Mi dispiace d’averti costretta a più letture, ma sono contento che alla fine il messaggio sia arrivato…
      Quanto alla descrizione dell’infermiera, l’uso del termine ‘candida’ non è azzeccatissimo (avrei potuto trovare qualcosa di meglio, lo ammetto), ma mi piaceva il contrasto con il termine arpia, per sottolineare l’opposizione tra ciò che ci si aspetta da chi svolge quella professione e ciò che, a volte, viene messo in pratica (sia chiaro, però, che non intendevo stigmatizzare un’intera categoria di lavoratori!).
      Grazie Francesca, alla prossima!

  5. Un racconto molto profondo e poetico. Hai mai visto “Lo scafandro e la farfalla”? Se non lo hai visto te lo consiglio 🙂 La trama me lo ha ricordato, mi capita spesso di associare le trame di alcuni racconti a quelle di determinati film, ma probabilmente questo significa che tali racconti hanno un potere evocativo non indifferente 🙂 Complimenti!

    • Sei sempre molto generosa… ma mi fa piacere che tu abbia colto l’inquietudine che mi ha guidato nella scrittura del racconto.
      Sono appena andato a cercare sul web notizie del film che mi hai segnalato, non lo conoscevo. Hai ragione, il tema è simile, lo guarderò volentieri, grazie!

  6. Poesia, poesia dolce, malinconica, struggente… com’è la vita!

    “In questo silenzio che non so spezzare si cela un’inquietudine che ho già provato, rinchiudo le velleità di un uomo che inspiegabilmente non si arrende, custodisco l’anelito d’amore che sostiene ogni mio respiro.”

    Bello!!!

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