All’anima! 5/5 (3)

4
68

Gino era morto da appena un giorno e già si era rotto i coglioni.
Dentro quella cassa non c’era niente da fare: nulla da leggere, nessuna musica, niente televisore. Solo buio e silenzio.
Si domandò per quanto tempo ancora sarebbe durata quella situazione.
In vita il Gino era stato un uomo fermamente convinto che oltre la morte non ci fosse nulla, ne inferno, ne paradiso, ne verdi praterie da attraversare al galoppo di bianchi unicorni.
E fino a quel momento aveva avuto ragione.
Nessuna chiamata, ne luci in fonda al tunnel.
Però sull’anima si era sbagliato.
L’anima esisteva.
Era lì, fuori dal suo corpo. Ma dentro la cassa da morto.
E non c’era modo di uscire.
La sua anima era intrappolata dentro quella cassa in rovere, due metri sotto terra.
Che noia, che buio.
Il silenzio venne interrotto da una sequenza di colpi provenienti dall’esterno.
“Toc Toc”
“Chi è?” domandò il signor Gino.
“Buongiorno, lei è il signor Gino Bertacchi nato il 27/12/1967 e morto il 5 ottobre 2015 dopo aver ingerito…” Gino senti uno sfogliare di pagine di carta… “Ingerito dei funghi velenosi, giusto?”
“Non mi ricordo” rispose il signor Gino
“E’ scritto qui. Lei ha ingerito 300 grammi di AMANITA PHALLOIDES, due giorni fa a casa sua”
“Mi piacciono i funghi, in effetti”
“Doveva stare più attento, caro mio. Comunque…ecco… abbia pazienza ancora 5 minuti e poi la facciamo uscire. Il tempo di sistemare alcune pratiche. E che qua sotto non c’è luce, non si vede niente. Abbiamo chiesto all’amministrazione di mettere una lampadina ma niente da fare, dicono che non ci sono soldi…”
Il signor Gino era parecchio innervosito da quella situazione. Non tanto per il fatto di essere morto, ma per quella incertezza sul suo, per così dire, futuro.
“Ma adesso che mi succede?” Chiese con tono irritato.
“Abbia pazienza un attimo che adesso le spiego, aspetti che metto l’ultima firmetta..ecco…fatto!”
La voce tirò un sospiro di sollievo.
“Allora?” Chiese il signor Gino.
Per una decina di secondi non ci fu nessuna risposta, poi la voce iniziò a parlare.
“Bene, Vedo che lei in vita era un programmatore..”
“esattamente”
“Allora sarà semplice spiegarle la situazione. Vede, signor Gino, per usare una metafora, il suo corpo è l’hardaware e la sua anima e il software. Adesso noi prendiamo la sua anima, la resettiamo e la infiliamo dentro un’altro hardware”
“Resettate la mia anima?”
“Esattamente”
“E la infilate in un altro hardwere”
“Bravo. Che in pratica sarebbe un bambino appena nato, per intenderci. Gli infiliamo dentro una anima bella linda. Usato sicuro!”
Ma perchè?”
“Perchè di anime nuove non ce ne sono più. Sono finite. Abbiamo finito le scorte in magazzino da almeno due secoli. Abbiamo fatto reclamo ma dai piani alti non ci sentono. Sempre per la questione della mancanza dei fondi. Però loro lo stipendio non se lo diminuiscono di certo, mentre noi dobbiamo lavorare in queste condizioni. Ma le sembra giusto?”
“Senta” disse spazientito il signor Gino “Io so solo che qua dentro mi sento soffocare. Mi faccia uscire e poi fate tutto quello che dovete fare senza tenermi in queste condizioni”
“Per carità, non è possibile. E se poi si perde, oppure scappa? Chi lo va a dire a quelli di sopra?”
“Ma le assicuro che io non ho alcuna intenzioni di…”
“E lo so, dite tutti così, ma poi viene voglia di farvi un giro, vi infilate nelle case e iniziate a spostare mobili, spaccare specchi, sbattere porte e finestre, fare il vocione… Niente, da fare, stia li bello tranquillo che tra un po’ finiamo la pratica, abbiamo quasi fatto”
Gino fece per ribattere ma poi rimase in silenzio, conscio che nulla sarebbe cambiato. Iniziò a pensare alla sua vita, a tutte quelle cose che aveva fatto e a tutte quelle che non avrebbe mai piu potuto fare. Il tempo era finito, e tutto per dei funghi
Funghi
Un pensiero gli attraversò la mente, terrorizzandolo
“Mia moglie, è viva?”chiese con voce strozzata
“Aspetti che controllo” Disse la voce “ Un’attimo che controllo i tabulati..sua moglie si chiama…
“Marta.” Rispose il signor Gino “Marta Alessandri, Lei ha i capelli corti, alta circa un metro e…”
“Eccola!” Esclamò la voce “Eccola qui, Marta Alessandri… ”
“E’ morta!” urlò Gino, scoppiando a piangere. La sua Marta, sposata da 23 anni. Il suo unico amore. Morta.
“Toc Toc”
“Marta, perchè sei morta, perchè?”
“Toc Toc”
Signor Gino, sono io, stia tranquillo sua moglie sta benissimo. Non ha mangiato funghi, si è sentita male dopo il suo decesso. Ma ora è tutto a posto, anzi se la spassa!”
Gino tirò un sospiro di sollievo, sua moglie era viva grazie a..
Come se la spassa?
Che significava che se la spassava?
“Signor Gino, senta…”
“Come mia moglie se la sta spassando?” Disse
“Ma no, signor Gino si diceva per dire..oggi è una giornataccia, tante carte, tante scartoffie, manca la luce, mi manca un tavolo, manca il personale, in più si mettono tutti in malattia, neanche una penna che scrive bene. abbia pazienza a volte non so cosa dico. Cerchi di capire. Cinque minuti e la faccio uscire, la resettiamo e vedrà che meraviglia non avere nessun ricordo, vedrà come si sentirà bene.”
Gino sospirò. Ma si, chissene importa. Oramai nulla importava. Lui era morto, e le cose non dette, non sarebbero piu state dette. Avrebbe voluto avere il tempo di dire a sua moglie che lui sapeva tutto della sua relazione col meccanico sotto casa. Lo sapeva da anni, ma aveva sofferto in silenzio perchè non voleva perderla, perchè lui, nonostante tutto l’amava con tutto il cuore. Inoltre il meccanico gli faceva sempre dei bei sconti sulle riparazioni, e in tempo di crisi facevano comodo.
“Eccoci, ci siamo. Mi raccomando, tenga chiuse gli occhi” Esclamò la voce. Gino si riparò gli occhi con le mani. Iniziò a levitare, attraversò il coperchio della bara, sempre più su,allontanandosi dalla tomba, sospinto da una brezza leggera. Si sentiva bene, in pace con se stesso e il mondo
“Apra gli occhi signor Gino” Disse la voce.
Gino aprì lentamente gli occhi e si ritrovò dentro un capannone grigio e male illuminato. Vide una interminabile fila di ometti che tenevano per mano altre anime, che a passo lento si muovevano verso una piccola porticina, su cui sopra campeggiava una scritta: RIPRISTINO ANIME
Gino senti che qualcuno gli prendeva la mano.
“E’ ora di mettersi in coda, andiamo” Disse la voce
E così fece.

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’inferno è qui
Articolo successivoRitorno a casa
rosco115 è uno splendido uomo di 95 anni, portati benissimo. Ama scrivere racconti, bere, mangiare, ballare il tip tap , fumare sostanze stupefacenti, tirare sberle a sconosciuti e, occasionalmente, emettere rumori molesti durante cerimonie religiose.

4 COMMENTI

  1. rosco115 essendo una persona timidissima ha delegato a me il compito di ringraziarti.

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

  2. L’ anima di Gino viene resettata nel neonato della moglie e del meccanico? Sarebbe stato carino concludere con una scena simile!

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

    5/5

LASCIA UN COMMENTO